
Ho apprezzato molto lo sforzo del Prezzemolo per metterci di suo nelle nostre meste vicende, per cercare d' integrarsi in quel mondo di cui -ahimè- è inesorabilmente vittima da almeno tre anni.
Diciamo che la confusione e l' essere caotica che la contraddistingono non si sono smentite nemmeno in questo caso, che un alone di disorganizzazione barra poca intelligenza è emerso notevolmente anche da questo suo ultimo, ennesimo tentativo di leccaculaggio applicato.
Diciamo che quelle frecce andavano a comporre un circolo un po' forzato e scomposto, un circolo che non ha modo e motivo di esistere, tracciato in quel modo.
Diciamo che, dai, ha solo cercato di fare qualcosa per cadere bene ai nostri occhi, per cercare di levarsi di dosso quella cattiva luce che, in realtà, la investe in pieno.
Però, mente poco acuta e disordine interiore a parte, con una calligrafia migliore, frecce tracciate in base a un criterio più logico, foglio possibilmente non strappato alla meno peggio dal quaderno di matematica e tratti di penna non tracciati con una becera Bic blu, il succo della questione ci sta tutto.
Ed è tutto tremendamente vero:
INVIDIA + FALSITA' + CATTIVERIA + IPOCRISIA = SOCIETA'.
Magari in bei riquadri dallo sfondo celestino degno del Baldianesimo più radicato :D

Illuminanti.
Ci sono degli annoiati lunedì sera dove, dopo aver allegramente cazzeggiato (e mangiato, oserei dire u__u) tutto il giorno, ti ritrovi alle 22:00 con un intero capitolo di filosofia mai svolto da fare per l' imminente compito dell' indomani e, siccome i guai non arrivano mai da soli, un altrettanto delizioso fascicoletto di venti pagine su -nientepopodimenoche- delle improbabili funzioni goniometriche (o, almeno, sul libro le chiamano così .__.).
Ci sono degli annoiati lunedì sera che, dopo aver abbozzato tutte le domande del riepilogo su quella gran testina che poteva essere Karl Marx e dopo aver assaporato la -sebbene lieve e labile- soddisfazione di essere riuscita a far entrare in testa quel mucchio di cazzate da (s)fattone comunista, ti rendi conto che è UMANAMENTE impossibile riuscire a fare altrettanto con quell' ignota e oscura materia denominata "matematica".
Ci sono degli annoiati lunedì sera che, dopo aver alzato la bandiera bianca in segno di resa davanti quell' assurda accozzaglia di pi greci, seni, coseni e varie e dopo aver riposto le migliori speranze in un onestissimo 3 e mezzo (giust' appunto come l' anno scorso... e buonanotte al secchio xD), incappi in qualche dimenticato contatto su MSN dicuipropriononricordiniente che se ne riesce con i soliti complimenti smielosi e banali.
Ci sono degli annoiati lunedì sera che, demoralizzata dall' insufficienza che incombe e mossa dal ritornello che ti martella in testa ("se domani schioffo battiamo le mani, CLAP CLAP"), ti viene anche voglia di rispondere a questi suddetti contatti.
E ci sono degli annoiati lunedì sera in cui una discussione casuale identifica l' inconsiderato contatto come illuminante, adepto della mia scuola di pensiero e compagno nella mia esperienza mistica, nel mio consapevole e lucido sparlare a proposito della mia filosofia pseudoromantica/pessimista/autoconservatrice che da qualche mese a questa parte mi accingo a diffondere.
Illuminante e decisamente gratificante leggere le proprie parole sulle bocche altrui, ottenere consensi riguardo i capisaldi del mio pensiero.
Delusi di tutto il mondo, abbracciate i precetti del Federichesimo romantico al fine di preservare la nostra incolumità da eventuali vane illusioni e futuri pali in cul... vabbè, dai, vado a nanna. A buon intenditor, poche parole ;)

Ci sto prendendo la mano...
...e mi sta scivolando il piedino u.u
Non va bene così, affatto. Non va bene creare situazioni che non possono reggersi in piedi, non va bene creare intrecciate trame tessute all' ombra del mondo intero.
Non esiste.
Non così, poi.
Ed è il momento di sedermi a tavolino, raccogliere pensieri ed emozioni e tirare le somme della mia vita in quest' ultimo periodo: ponderare bene il ruolo di ogni pedina che gioca sul tabellone della mia esistenza, valutare bene l' importanza di ogni singolo giocatore che prende parte alla mia partita, non arrischiarsi in mosse che potrebbero portare inevitabilmente ad un freddo "game over" per doverne uscire, poi, con la coda fra le gambe e l' aria da perdente.
No. E' arrivato il momento di stimare chi c' è, chi c' era e chi forse ci sarà, dimenticare chi non merita e tenere a cuore solo chi vale la pena... è arrivato il momento di ridare il giusto valore a me stessa, senza svendermi ma uscendo sempre di casa alla luce del sole, a testa alta.
...anche perchè io so solo vincere.

A volte mi chiedo perchè non imparo mai.
Perchè, nonostante nella vita abbia sbattuto più e più volte -come si suol dire- i denti e abbia ricevuto la mia bella carrellata di cantonate e/o batoste, io non imparo mai la lezione.
Mai.
Ogni volta ci ricasco, ogni volta mi espongo troppo al pericolo, mi avvicino nuovamente troppo al rischio. Ogni volta mi rendo sempre vulnerabile. Ogni volta permetto a chi mi sta intorno di farmi male, ferirmi, distruggermi.
Ogni volta lo faccio dando -ingenuamente- tanta e forse troppa fiducia, credendo in qualcosa che somiglia tanto a un "daichequestaèlavoltagiusta", pensando che -in fondo dai- le persone sono buone.
E non capisco mai, invece, che così proprio non è, che l' animo umano è subdolo e la psiche umana è cattiva, che la fiducia NESSUNO la merita, che la volta giusta non ci sarà. Perchè non esiste.
Occorre capire che devo smetterla di fare mosse avventate, di permettere agli altri di farmi scacco matto.
Occorre capire che il mio re nero è la volta buona che lo lascio lì dov' è: in posizione di base, immobile.

L' ultimo primo giorno.
L' ultimo primo giorno di saluti dopo l' esate passata, l' ultimo primo giorno di caffè bevuti con occhiaie segnate fino alle ginocchia (ma ce ne saranno altri >__>), l' ultimo primo giorno di attesa davanti quel portone, indecisione riguardo dove dirigersi e veloce apprestarsi ad occupare i posti migliori.
L' ultimo primo giorno di superiori.
Un' auletta già vista (e vissuta u.u), confinata su una torre dalle ampie finestre affacciate su di un' eloquente iscrizione dal latineggiante significato -essendo incisa su di una scuola- leggermente sbeffeggiatorio, condivisa con un desolato bagno e due classi ginnasiali (o giù di lì) ancora avvolte nel torpore dell' euforia perchèiofaccioilliceoclassico.
Una classe un po' allargata, merito di tre vecchi acquisti (taaaaaaaaaaaanto amati .__.) e due nuovi acquisti che, aihmè, forse non avevano previsto di varcare di nuovo quella soglia, oggi.
Un posto in quinta fila che proprio non disdegno: vicino Fagi (la socia xD), barricata nel mio angolino nascosto, con la schiena contro il muro, cellulare in mano e piedi sulla sedia (e, se mi vedono, chissenefrega °-°)
Un Baldi che, madiciamolodai, ci era tanto mancato *-* con relativo proiettore e computer per ricominciare al meglio (se se) ciò che avevamo lasciato in sospeso a Giugno.
Un Prezzemolo, che con gli anni, lievita e si prezzemolizza sempre di più non disdegnando pizzette e facendo interventi che, francamente parlando, sipotrebbedavverorisparmiare :°D
Una condanna in matematica che avevo già messo in conto, che avevo avuto già l' enorme piacere d' incontrare ad un corso l' anno passato (con un bel 3 e mezzo all' esame finale ù_ù) e che rappresenta la mia più grande minaccia all' ammissione o meno all' esame di Stato.
Una nostra vecchia conoscenza, tornata cum gaudio, a rallegrare un po' le nostre giornate da abietta gentucca quale siamo xD
Un altro anno davanti, come sempre o forse no, partito con dei demoralizzanti racconti riguardo la maturità che ci appresteremo ad affrontare.
Un foglietto già sorto sul muro affianco al mio banco -non ho resistito!-, portavoce della mia volontà di farla finita visto il mesto e tristO destino che ci attende.
Ed, infine, il valutare l' opzione di prendere la tanto decantata zappa e regalare due braccia in più all' agricoltura.
Tutto regolare =___=

Fino a dieci minuti fa avevo intenzione di scrivere un post bello, innamorato.
Un post chiarificatore che mettesse un punto al gran marasma di questi giorni, un post chiarificatore che scrivesse un "the end" alla fine del vortice degli assurdi eventi di questi giorni.
Un post che segnasse il termine della mia momentanea follia, del mio "colpo di testa", delle mie immature e per niente serie scelte di questi giorni.
Un post che dimostrasse un puntoeaccapo nella nostra storia, l' inizio di un nuovo capitolo del nostro romanzo.
Un post che, però, non ci sarà.
E io mi chiedo perchè. Perchè, quando le cose vanno finalmente bene, c' è sempre qualcosa che puntualmente le distrugge. Perchè, quando uno dei due si comporta bene, l' altro deve sempre deluderlo. Perchè queste due persone non riescono ad incontrarsi mai fino alla loro collisione, allo schianto che puntualmente li distruggerà. Entrambi. O forse, uno solo.
Io mi chiedo perchè la vita umana ruota intorno a un mondo di cazzate, e perchè io, pur sapendolo, puntualmente ci ricasco.
Essere onesti ormai non ha più importanza. Non è più tempo di essere deboli. Si tende solo a farsi male, reciprocamente. Si tende a eliminarsi a vicenda.
E bisogna essere forti. O vigliacchi.
Ho provato entrambe le sensazioni, entrambe mi hanno fatto stare bene a loro modo.
Non mi portare rancore, sceglierò quella più dolorosa... per te.
Fine.

Nessun rimpianto.
Rimpianto di cose non fatte, rimpianto di ciò che si è accantonato, rimpianto di ciò che si è messo inconsapevolmente (...si fa per dire) da parte per dare priorità a qualcosa che -si credeva- fosse più importante. Rimpianto di esperienze non vissute, di anni sprecati, di occasioni sfumate. Rimpianto di non vivere la propria età, rimpianto di ostinarsi a gestire una situazione diventata troppo pesante, rimpianto di annullarsi quasi totalmente per tenere in piedi un fragile e pericolante castello di carte. Rimpianto di non aver fatto la mossa giusta al momento giusto, quando il destino aveva presentato l' occasione adatta servita su un piatto d' argento.
Nessun rimorso.
Rimorso di comportamenti che non si dovevano avere, di gesti che non si dovevano fare. Rimorso di aver fatto quello che più si teme, quello che non si spera mai di ricevere. Rimorso di tacere in silenzio nascondendo un sorrisetto beota e beffardo, di celare dietro quel sorriso una rabbia repressa mista alla più perversa e abietta soddisfazione. Rimorso della goduria più vergognosa che schizza via dagli occhi guardando la sua ingenua espressione. Rimorso di essere scaduta così miseramente nella debolezza umana, di aver deposto stendardi ed ideali per far spazio a ciò che di più basso non può esserci.
Ma, felice.
Tremendamente felice. Felice di avere la situazione sotto controllo, di essere padrona della propria vita. Felice di non essere vittima degli eventi ma crudele e insaziabile predatrice.
Felice. E' questo il sapore della libertà. Senza rimorsi, senza rimpianti.

Sono arrivata a un punto di non ritorno.
E con estremo rammarico misto a un' amarezza barra dispiacere posso ufficialmente proclamare questi mesi estivi come gran estate di merda.
Ho aspettato minuti, ore, giorni e persino interi mesi sperando che le cose si destassero da quell' apparente letargo in cui si erano crogiolate, sperando che le cose si riprendessero riportandoci sulla cresta di un' estate pazzesca come quella dell' anno scorso.
Ciò, purtroppo, non si è verificato.
E con gli strascichi di queste apatiche e (posso osare dirlo?) noiose ferie estive (miste a litigi, delusioni, incomprensioni, mancati passaggi, nullafacenza generale e spassionato menefreghismo dei più) mi appresto a ricominciare allegramente un meraviglioso anno, da un settembre che mi prospetta davanti nove bellissimi mesi culminanti nella cosa che più m' incute paura da almeno cinque anni. La gioia mi pervade e mi scuote tutte le membra.
Davvero. Ironicamente parlando, s' intende u.u

Versione 9.0
Durata un mesetto circa, la scorsa versione è finalmente andata a farsi fottere :D Una versione maledetta, triste e che, lo ammetto, non mi era mai piaciuta u.u' Una versione che, però, mi ha insegnato qualcosa. Una versione che, comunque, mi ha cresciuta, mi ha fatto riflettere. Una versione che rappresenta un brutto episodio della mia vita, un' altra delle mazzate sui denti con cui mi sto costruendo le ossa. Ma ciò che non uccide fortifica ed è ovvio concedersi di piangere. The show must go on.
